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Il soldato in prigione
Kimboy74
19.02.2026 |
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"' Bull annuì, aprendo il barattolo e passando un dito sullo strato viscoso, facendolo scintillare sotto la luce fioca della lampadina..."
Capitolo 1: L'Arrivo nella Tana dei LupiIl clangore del cancello metallico che si chiudeva alle sue spalle echeggiò come un verdetto finale. Il capitano Alex Rivera, ex ufficiale decorato con medaglie per il suo servizio in zone di guerra, ora era solo un numero: Detenuto 4782. Falsamente accusato di aver abusato di una recluta durante un addestramento, aveva gridato la sua innocenza in aula, ma la corte marziale non aveva ascoltato. Ora, con le mani ammanettate e una tuta arancione che gli stringeva il petto muscoloso, veniva scortato lungo i corridoi umidi della prigione militare di Fort Harlan.
Le guardie lo spinsero verso la cella comune B-12, un buco di cemento armato con sbarre arrugginite e un odore stantio di sudore e disperazione. Alex era alto un metro e novanta, con spalle larghe forgiate da anni di addestramento, addominali scolpiti e braccia che potevano spezzare un uomo a mani nude. Ma qui, dietro quelle sbarre, il suo fisico da soldato non contava più nulla. La tensione nell'aria era densa, come prima di un'imboscata, e lui lo sentiva nelle viscere.
'Benvenuto nel tuo nuovo alloggio, capitano,' ringhiò la guardia, sganciando le manette con un ghigno. 'Sii gentile con i tuoi coinquilini. Sono veterani... in tutti i sensi.' La porta si aprì con un cigolio, e Alex fu spinto dentro. Tre paia di occhi lo fissarono dal buio della cella: corpi massicci, tatuati e segnati da cicatrici, seduti sulle brande come predatori in attesa della preda.
Il primo a muoversi fu Bull, un colosso di muscoli e grasso con una barba folta e una cicatrice che gli attraversava il collo. Ex sergente degradato per insubordinazione, era il leader indiscusso. Accanto a lui, Jax, snello ma letale, con mani callose da combattente di strada, e Marco, il più giovane dei tre, ma con un ghigno sadico che tradiva una crudeltà innata. Tutti e tre avevano passato anni in quel inferno, e il nuovo arrivato era un'opportunità per sfogare frustrazioni accumulate.
'Bene, bene, che pesce grosso abbiamo qui,' disse Bull, alzandosi lentamente. La sua voce era un rombo basso, carico di scherno. Alex si irrigidì, il cuore che gli martellava nel petto. 'Capitano Rivera, eh? Decorato e tutto il resto. Ma qui dentro, ragazzo, il tuo grado è carta straccia.'
Gli altri risero, un suono gutturale che rimbalzò sulle pareti. Alex indietreggiò di un passo, la schiena che sfiorava le sbarre fredde. 'Non voglio guai,' disse con voce ferma, cercando di imporre la sua autorità residua. 'Sono innocente. Sto solo scontando una condanna ingiusta.'
Jax si alzò, girandogli intorno come un lupo che fiuta la paura. 'Innocente? Come no. Tutti qui lo sono. Ma tu... tu sei fresco, atletico. Sembri uno di quei soldati da copertina. Vediamo quanto duri.' Marco, dal canto suo, frugò sotto la branda e tirò fuori due oggetti: un barattolo di vaselina, unto e mezzo vuoto, e una parrucca bionda sdrucita, con ciocche sintetiche ingiallite dal tempo.
'Guarda qui, principessa,' disse Marco, agitando la parrucca con un sorriso malizioso. 'Questa è per te. E la vaselina? Beh, ti aiuterà a... adattarti al tuo nuovo ruolo.' Bull annuì, aprendo il barattolo e passando un dito sullo strato viscoso, facendolo scintillare sotto la luce fioca della lampadina. 'In questa cella, non sei più il capitano. Sei la nostra puttana. Presto ti abituerai a chinarti e a implorare.'
Alex sentì il sangue gelarsi. Il contrasto era crudele: il suo corpo, temprato da marce forzate e combattimenti corpo a corpo, ora sembrava inutile contro la minaccia invisibile di quella umiliazione. Provò a opporsi, i muscoli che si tendevano sotto la tuta, ma Bull era già su di lui, afferrandogli il collo con una presa ferrea. 'Non opporti, soldato. O ti spacchiamo prima di divertirci.'
Jax e Marco lo spinsero a terra, le ginocchia che urtavano il cemento freddo. Alex lottò, i bicipiti che guizzavano mentre cercava di liberarsi, ma erano in tre, e la cella era il loro territorio. Bull gli strappò la tuta dalla parte superiore, esponendo il torso scolpito, i pettorali duri e il ventre piatto fine capitolo 1.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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